sabato 5 gennaio 2008

tappa 5: da Punakaiki‏ a Wanaka

Le scorse 2 settimane ho viaggiato nella parte centrale dell'isola del Sud, ovvero la zona che inizia con i ghiacciai ed il Monte Cook (la montagna piu' alta della ZN, 3755 m), prosegue con laghi, cascate e fiumi, e termina con i fiordi. Con poche strade percorribili in auto ma una miriade di sentieri per fare meravigliose camminate di uno o piu' giorni.

Il tempo, finalmente, si e' convertito (per il momento...) al bello. Il 2008 e' incominciato bene, forse per compensare il fatto che il 2007 e' finito male: non ho potuto brindare allo scoccare del nuovo anno!
Poco prima della mezzanotte, dopo una bellissima grigliata in ostello a Queensown, ci stavamo dirigendo in riva al lago, dove erano in programma fuochi d'artificio e musica dal vivo. Per l'occasione avevo anche comprato una bottiglia di spumante italiano. Gia' pregustavo il momento dello stappo, con la speranza di incrociare un francese con dello champagne, brindare con lui (io spumante, lui champagne), e non appena avesse detto (e lo avrebbe sicuramente fatto...) "Lo champagne francese e' molto meglio dello spumante italiano", dargli una testata tipo Zidane a Materazzi ed urlargli "CAMPIONI DEL MONDO!!!".
Invece, mentre camminavo con la bottiglia in mano, orgoglioso dei miei nobili pensieri, sono stato placcato da un All Black per l'occasione in divisa da poliziotto, che mi ha sequestrato la bottiglia dicendo che non si poteva portare alcool in riva al lago. Al che ho detto "OK, allora torno indietro, mi ridia la bottiglia, per cortesia"; ma lui, con sguardo e voce dura "NO, it's gone!".
Allora il sottoscritto, (ex?) consulente abituato a fare ragionare le persone e a venire fuori dalle situazioni difficili, che cosa ha fatto? Semplice, ho repiranto lentamente e molto profondamente, ho contato fino a 10, l'ho guardato negli occhi e con un accenno di sorriso beffardo (una via di mezzo fra Monna Lisa e Bruce Willis... diciamo Monna Willis) ho detto: ... "FUCK YOU" e sono andato al lago.
Ragazzi... fino a 10 secondi prima ero li' con la mia bottiglia in mano, pronto ad esplodere ed innaffiare di felicita' il nuovo anno, ed invece... coito interruptus!
BASTARDO! Spero che il poliziotto abbia utilizzato lo spumante come clistere.
Quindi non ho potuto stappare, non ho potuto brindare, ma in compenso ho assistito a ben 3 minuti di fuochi artificiali, a 30 min di orrenda musica house, e quando abbiamo capito che la live music era da un'altra parte, a 2 canzoni dal vivo, prima che esattamente all'una tutto finisse.
Beh, c'e' di peggio a capodanno. Forse...

giovedì 20 dicembre 2007

tappa 4: da Nelson a Punakaiki

La NZ  ha una popolazione di circa 4 milioni, di cui solo un quarto vive al sud, il che significa un milione di abitanti su una superficie più vasta di metà Italia… quindi non c'è praticamente nessuno, tranne che nella stagione turistica, cioè questa. Probabilmente al momento ci sono più turisti che abitanti, anche se parte dei turisti sono i neozelandesi del nord che si spingono nel “selvaggio” meridione.
Il tempo continua a fare i capricci; ad esempio mi sono fatto 20 km di camminata sotto il diluvio universale nel Parco di Abel Tasman, che, recita la Lonely Placet “…è uno dei percorsi più belli del Paese e si snoda attraverso una distesa di vegetazione che si affaccia su spiagge di sabbia dorata lambita da acque turchesi…”. Sarà, ma io ho visto solo Noè che caricava sull’Arca gli animali a 2 a 2…
Peccato, perché l’arrivo a Nelson era stato incoraggiante: cittadina tranquilla, sole, temperatura ideale, mercatino di artisti (quadri, oggettistica varia, foto, gioielli…), musica jazz dal vivo; insomma, una atmosfera perfetta, che ben si accompagnava con il bicchiere di ottimo sauvignon locale che sorseggiavo. Ho chiacchierato un po’ con una tedesca che vive lì da 5 anni, ed è entusiasta della scelta di vita fatta (e non è la prima europea che incontro ad aver preso – felicemente - questa decisione).
Ragazzi, qui si vive bene! C’è tutto: natura bellissima, gente simpatica ed accogliente, una filosofia di vita che ti induce a cancellare la parola stress dal dizionario. Ma la cosa più bella della NZ è il loro simbolo: il kiwi, inteso come animale, non come frutto.
Il simbolo scelto da questa gente fanatica di sport estremi, avventure e grandi viaggi, sapete che cos’è? E’ un uccello praticamente cieco, che non vola (non ha le ali), che vive prevalentemente di notte,  simile ad una pelosa gallina sovrappeso con un becco enorme… insomma uno sfigato!
Però, adesso che ci penso… animale notturno, grasso, miope, con il nasone… mi ricorda un mio carissimo amico… ; )

giovedì 13 dicembre 2007

tappa3: da Rotorua a Wellington

Questa volta, anziché decantarvi la bellezza del posto, preferisco raccontarvi un paio di episodi divertenti che mi sono capitati:
 1 -  Da un po’ di giorni viaggio in auto con una ragazza dell’Alto Adige, che da brava bolzanina parla come il dott. Kranz; del tipo: “dofe tu fuole antare occi?” che significa “dove vuoi andare oggi?”.
Guido sempre io, e per rompere un  po’ la monotonia del viaggio, ad un certo punto abbiamo deciso che per cambiare marcia, io schiaccio la frizione, dico che rapporto inserire, e lei, dal sedile passeggero, cambia la marcia. Emozionante, non trovate?
Sono in quinta, schiaccio la frizione, dico “scala” e lei, da brava teutonica, inserisce la quarta. Dopo un po’ in modo analogo, dico “quinta” e lei esegue perfettamente. Arriva una curva, io inizio a rallentare, schiaccio la frizione, dico “quarta”, e lei... niente... la mano sul pomello del cambio non si muove. Dico “quarta!” a voce un po’ più alta, e lei ancora niente, semplicemente avvicina un po’ la testa al finestrino. Io inizio a frenare, sempre schiacciando la frizione, ed urlo:” QUARTA!!!” , lei, anziché muovere il pomello, guarda fuori dal finestrino e, a sua volta urla: “DOFE???”.
Giuro che è vero.
Mitica Verena! Ti voglio bene

2 - Ostello, prendo un letto in una camerata da 6 letti. In reception mi dicono che io sono il quinto, però quando entro in camera vedo un solo borsone, e sotto un letto uno scatolone da 24 birre contenente 24 bottiglie vuote.... La sera esco, torno in camera verso mezzanotte: non c’è nessuno, ma il numero di bottiglie vuote è raddoppiato…  Vado a letto.
Alle 5:30 la porta si spalanca, entrano 4 energumeni alti 1,90 e pesanti almeno 1 quintale; non mi degnano di uno sguardo (forse non mi vedono neanche), si dirigono verso la finestra, la spalancano (bontà loro) ed iniziano a fumare qualcosa che non sono riuscito a catalogare: sicuramente non era maria, forse era crack, ma le mia scarsa conoscenza riguardo agli stupefacenti non mi aiuta. Sono ubriachi marci, ed urlano frasi senza senso (per me, ma probabilmente anche per loro) condite di “bro” e “fuck”.
Il mio istinto di sopravvivenza  suggerisce di starmene rannicchiato silenziosamente a letto, sperando che non  mi prendano in considerazione: già mi vedo protagonista di una scena tipo “Pulp Fiction”, con una pallina rossa infilata in bocca. Ed in effetti i 4 elementi sembrano usciti da una sceneggiatura di Tarantino: enormi Maori tatuati con una faccia che è un incrocio tra Ignazio La Russa e Alvaro Vitali...
Fortunatamente dopo un quarto d’ora crollano a letto, vestiti e con le scarpe, ed iniziano la gara a chi russa di più. Gara alla quale, dopo un po’, partecipo anche io (e probabilmente vinco…). La mattina mi sveglio ed i 4 energumeni sono ancora in coma; vado a correre, torno, vengo accolto da un odore che un letamaio a confronto sembra un campo di lavanda; mi faccio la doccia, ed i 4 sono ancora a letto agonizzanti; vado a fare colazione, torno, ed i 4 sono spariti…
Forse ho sognato. Però il loro spirito (nel senso di alcool) aleggia ancora pesantemente nell’aria, e le cinquantina di bottiglie vuote testimonia il passaggio dei miei amici per una notte.

mercoledì 5 dicembre 2007

Tappa2: da Paihia a Rotorua

Ecco un breve resoconto della seconda tappa del viaggio in NZ, da Paihia a Rotorua; ovvero dalle acque cristalline della Bay of Island a quelle maleodoranti a causa dello zolfo di una delle zone geotermiche più attive dell’isola, passando per il punto più settentrionale della NZ, Cape Reinga.
La Bay of Island, circa 200 km a nord di Auckland, è composta da circa 150 incantevoli isolette: io ne ho visitate alcune in barca a vela con la piacevole e simpaticissima compagnia di numerosi delfini; e l’altrettanto piacevole compagnia di una ottima grigliata sulla barca...
Cape Reinga è un luogo estremo, sia geograficamente, sia come paesaggio: km infiniti di spiaggia, nessuna casa, pochissime auto, foreste che improvvisamente si trasformano in altissime dune di sabbia, un faro sperduto che fa da sentinella allo scontro fra il Mare di Tasmania e l’Oceano Pacifico. Pura magia.
Rotorua è l’inferno: geyser che zampillano dal suolo, sorgenti calde gorgoglianti e pozze di fango in continua ebollizione. Ed è anche adrenalina pura: in questa zona è possibile fare attività "estreme", dallo skydiving dagli elicotteri allo sledging sui torrenti. Io mi sono limitato alla MTB, e vi assicuro che non mi sono mai divertito così tanto in bici! Questi kiwi sono pazzi! E anche io... mi sono catapultato a rotta di collo per sentieri che sembrano piste da bob, dove lo scorso anno è stato disputato il campionato del mondo di downhill. Sono caduto solo una volta, ma ho rischiato veramente grosso in più di una situazione. Ma chi me lo fa fare a 37 anni suonati...
Comunque la NZ è questa: i posti più diversi e affascinanti racchiusi in un solo giorno di viaggio in auto

martedì 27 novembre 2007

prima tappa:da Auckland a Paihia

L’esordio in NZ è stato shockante: appena arrivato in aeroporto, ho conosciuto una bellissima ragazza, e mi sono perso dentro i suoi meravigliosi occhi blu; mi sono perso talmente tanto che ho anche perso il marsupio sul bus che porta in centro. Marsupio contenente, fra le altre cose, lettore MP3, macchina fotografica digitale e, soprattutto, passaporto. Insomma, le 3 cose essenziali, soldi a parte (che grazie al cielo avevo in tasca), per viaggiare. Fortunatamente ero ad Auckland, e non a Milano: il giorno dopo sono andato all’ufficio oggetti smarriti ed ho ritrovato il marsupio con tutto il suo contenuto. La NZ è un grande Paese, ed io un gran deficiente, ma questo già si sapeva…
Dopo questo inizio un po’ burrascoso le cose sono andate decisamente meglio: la NZ è il Paradisio dei viaggiatori! Non solo è bellissima (ed io finora ne ho visto solo una piccola parte), ma i loro abitanti sono cordiali ed ospitali come nessun altro: l’altra sera in un pub con musica dal vivo (hanno suonato dalle 21.30 fino all’1.30…) ho ricevuto da più persone inviti a pranzo, a cena, ad andare a fare un tuffo nelle loro piscina, etc.. E poi è il regno degli ostelli: strutture bellissime ed economiche dove ogni volta si conoscono nuovi viaggiatori; un giorno su due organizzo o mi trovo invitato a spaghettate o grigliate. Finora ho incontrato messicani, coreani, austriaci, statunitensi, argentini, francesi, cileni, tedeschi, giapponesi, danesi e (pochi ma buoni) qualche italiano.
PS: la NZ è anche la terra degli sport estremi. E dato che io sono estremamente stupido, mi sono fatto coinvolgere: se volete vedere un deficiente vestito come SuperPippo che si lancia dai 192 m della Sky Tower di Auckland, date un’occhiata su YouTube:
 Il volo non è in caduta completamente libera, perché un po’ ti franano dall’alto. Comunque sono circa 10 secondi di magia pura, conditi da sensazioni fortissimi che ti coinvolgono sia fisicamente che emotivamente.
Insomma, è meglio di una scopata, e, per quanto mi riguarda, decisamente più lungo…

domenica 14 maggio 2006

Baja California

La Baja California e' la penisola ad ovest del Messico, un po' piu' lunga dell'Italia (1700 km) e un po' piu' stretta (mediamente 80 km). Ho noleggiato un'auto per girarla al meglio, perche' con l'autobus e' impossibile arrivare nei punti piu' belli.
Praticamente sono rimabalzato da una costa all'altra attraversando, da sud a nord, colline, deserti, montagne e vigneti. Per gli amanti delle chiese ci sono una ventina di Missioni fondate dai Gesuiti intorno al 1700, e per gli amanti della preistoria, ci sono anche delle incisioni rupestri molto simili a quelle della Val Camonica (secondo me i camuni venivano in vacanza qui... bella vita: in inverno a sciare al Tonale, e d'estate in California, pota!)
Esiste una sola strada degna di tale nome: la statale 1 che collega Cabo San Lucas (a sud) con Tijuana (a nord); esiste qualche rara diramazione asfaltata, ma la maggior parte sono strade e stradine sterrate per fare le quali e' necessario un buon fuoristrada (o una Ford Fiesta rossa della AVIS...)
Io sono arrivato in traghetto a La Paz, dove ho noleggiato l'auto e da dove sono partito in direzione nord fino ad Ensenada (100 km dal confine USA), e poi sono tornato indietro, facendo piu' di 3000 km in una decina di giorni su di una strada dove il limite di velocita' e' di 80 km/h, ed e' bene rispettarlo, non per una questione di multe ma per una questione di vita: mediamente ad ogni km c'e' una croce con dei fiori e dei pezzi di lamiera in ricordo di qualche incidente. Il che ti costringe a tenere il volante praticamente con una mano sola (i maschietti piu' scaramantici questa l'hanno capita al volo...)
A parte cio', la Baja California e' bella vera! La costa presenta splendide insenature dove e' possibile passare la notte in totale sicurezza. Venerdi' 12 ho dormito in spiaggia con la luna piena... spettacolare! Pero' il posto che mi e' piaciuto di piu' e' in montagna: il Parco Nazionale "Sierra San Pedro Martir".
Si trova a 3000 metri, contiene l'osservatorio astronomico messicano, e si gode un panorama da favola. Quando sono andato li', ero l'unico visitatore del giorno; ma non ero solo: a farmi compagnia c'erano cervi, aquile, scoiattoli, picchi, lepri...

domenica 7 maggio 2006

Sempre piu' a nord...

Da un deserto ad un altro, cambiando pero' numero: da 14 a 4, ovvero da Real de Catorce (14) a Cuatro (4) Ciniegas. Dal peyote alle lagune. Si', perche' Cuatro Ciniegas si trova in una Riserva nel deserto caratterizzata da:
·         una laguna balneabile; l'acqua e' ovviamente calda, pero' offre ugualmente un piacevole refrigerio rispetto alla calura esterna. Ragazzi, fare il bagno in mezzo al deserto e' un po' come stare in vacanza mentre gli altri lavorano: una doppia libidine (ogni riferimento non e' puramente casuale...)
·         una laguna non balneabile, ma con colori incredibili (verde, azzurro, blu scuro) e popolata da pesci (nel deserto!) e altri animali che esistono solo qui: ad esempio una tartaruga che nella parte inferiore e' dotata di uno sportello e, una volta tirata dentro la testa, la corazza si chiude completamente. Diventa una specie di grossa noce, oppure un modello nuovo della Nokia...
·         una zona di dune di gesso che, rispetto a quelle solite di sabbia, sono molto piu' chiare, praticamente bianche. Il che fa' risaltare ancora di piu' il blu del cielo ed il verde dei cactus
Dopo Cuatro Ciniegas, che e' in pianura, sono tornato in montagna, ai 2300 metri di Creel, all'inizio del Copper Canyon, che con i suoi oltre 1800 m di profondita' e' il piu' imponente del Messico.
Creel e' il punto di partenza ideale per splendide passeggiate a piedi, a cavallo o in montain bike: nel raggio di pochi km si raggiungono valli abitate solamente da pittoreschi indigeni e dai loro numerosissimi animali, soprattutto cavalli, mucche e capre. Oppure gole in fondo alle quali e' possibile trovare acque termali; in bici ho fatto una ripidissima discesa di 5 km piena di sassi (da spaccare la schiena, oltre che la bici), per poi potermi rillassare in mezzo al canyon in una vasca di acqua termale. Peccato che poi ci fosse anche la salita, e al termine di questa, solo una doccia fredda...
Da Creel ho poi preso il treno (l'unico che esiste in tutto il Messico!) che, attraversando il Canyon, porta a Los Mochis, sul Pacifico. Il paesaggio durante il viaggio e' incantevole, ed e' un piccolo tuffo nel passato considerando che la locomotiva e' ancora a vapore. Il che si traduce in una durata di 10 ore per fare circa 500 km. Per ingannare il tempo ho chiaccherato un po' con il controllore (Guiermo). Vi riporto la parte finale del dialogo:
Guiermo: "quanti anni hai?"
Sandro: "36, e tu?"
G: "42"
S: "pero'! complimenti, li porti bene"
G: "grazie. sei sposato?"
S: "no, sono single. e tu?"
G: "anch'io sono single, adesso"
S: "adesso?"
G: "si, mi sono sposato 3 volte, ma ho sempre divorziato"
S: "congratulazioni! hai figli?"
G: "figli?... ah si!... nove"
S: "NOVE???"
G: "si, tre per matrimonio. Sai, sono messicano..."
42 anni, 3 matrimoni, 9 figli. ARRIBA MEXICO!